Intervista a Alessandro Grittini

Manuale di storia per la scuola secondaria di primo grado

Uscito nel 2014, Narrare la storia è giunto al primo giro di boa ed ha brillantemente superato l’esame dell’esperienza didattica. Che cosa caratterizza questo manuale per l’insegnamento della storia nella scuola secondaria di primo grado?

Ne abbiamo parlato con uno degli autori, Alessandro Grittini, professore di italiano e storia nella scuola secondaria di primo grado, che coglie l’occasione per ribadire i principi ispiratori del progetto e per alcune puntualizzazioni rispetto a domande e a obiezioni che talvolta sono emerse nel dialogo con i docenti a cui il testo è stato proposto.

Narrare la storia: semplicità e chiarezza di impostazione

A coloro che hanno creduto di rilevare una certa difficoltà nel testo va detto che l’esperienza ha evidenziato il contrario. I ragazzi, messi a contatto diretto con questa narrazione, hanno mostrato di comprenderne i passaggi, le argomentazioni, gli sviluppi finendo per appassionarsi al racconto storico e facendolo proprio con profitto. In realtà va detto che la difficoltà di un testo non nasce dall’argomentazione, bensì innanzitutto dalla complessità della struttura sintattica. L’alunno fatica a seguire la lettura quando le frasi sono complesse e presentano parecchie subordinate. Trova difficoltà inoltre quando i nessi logici all’interno del discorso non sono sempre esplicitati, per cui il ragionamento si interrompe e fatica a svilupparsi con coerenza ed organicità. Niente di tutto questo si trova nel nostro testo.

I periodi sono piuttosto brevi e semplici, con poche subordinate, e inoltre tutti i passaggi sono esplicitati e collegati con un ampio uso di connettivi, congiunzioni, preposizioni, avverbi che rendono consequenziale lo sviluppo del discorso sia sul piano della paratassi che dell’ipotassi.

Certo, è un testo che presenta un lessico rigoroso, molto curato e preciso

In storia è necessario infatti che le parole usate non siano banali e che invece si utilizzi il lessico specifico della materia. Competenze linguistiche adeguate sono essenziali per affrontare gli studi superiori e la vita nella società; per questo desideriamo che i nostri alunni acquisiscano nel corso del triennio di studi un lessico appropriato e concludano il ciclo della secondaria di primo grado con un bagaglio linguistico più ampio di quello che possedevano quando hanno iniziato. Abbiamo naturalmente corredato il testo con opportuni glossari per i termini più difficili e complessi ma confidiamo anche nell’indispensabile mediazione didattica del docente per esplicitare con gli allievi le terminologie più difficili.

Un’altra caratteristica importante: la compattezza dei paragrafi

In gran parte dei manuali attualmente in uso i capitoli sono divisi in porzioni di testo (sezioni, paragrafi, sottoparagrafi) frammentati e continuamente spezzettati da rimandi, link, sottolineature, segni grafici di vario colore. Inoltre nel testo-base si inseriscono box e riquadri di approfondimento (in realtà spesso sintetici e generici) che interrompono continuamente la narrazione. Tutto questo, a nostro avviso, non facilita la lettura e l’assimilazione dei contenuti del testo da parte dell’alunno che si trova al contrario piuttosto frastornato.

Abbiamo scelto di costruire paragrafi compatti, senza nessuna interruzione né segni grafici distraenti proprio per seguire l’andamento narrativo del discorso storico ed evitare all’alunno confusioni e distrazioni. La lettura deve essere lineare e semplice, e deve mettere l’alunno nelle condizioni di riflettere con calma e tranquillità su quello che legge, comprenderlo e assimilarlo. È vero che i nostri alunni sono sempre più disabituati alla lettura; tale difficoltà, però, non si supera impoverendo i testi, quasi riducendoli a un linguaggio fumettistico, bensì proponendo testi, anche elaborati, dove la lettura non sia ostacolata e appesantita ma possa risultare piacevole. Anche la scelta di utilizzare un supporto cartaceo non lucido ma antiriflesso va nella direzione di una facilitazione della lettura.

Perché non abbiamo evidenziato parole e frasi-chiave nel testo?

È una obiezione frequente, ma noi siamo convinti che è con il lavoro personale e in sinergia col docente che l’alunno impara ad individuare i contenuti essenziali di un testo, evidenziandoli rispetto alle informazioni secondarie che vi sono contenute. Per questo abbiamo scelto di non evidenziare in partenza parole e frasi-chiave all’interno dei paragrafi, proprio per non sottrarre allo studente questo compito. Forniamo però degli strumenti che aiutino tale lavoro. Si tratta dei titoli dei paragrafi, sempre attenti a metterne in rilievo il fatto principale o l’idea di fondo, e delle domande poste lateralmente (“perché?”) che invitano l’alunno alla scoperta personale della risposta mediante una lettura attenta e critica. È lavorando sul testo con l’ausilio di questi strumenti e opportunamente guidato dal docente che egli diventa capace di evidenziare e trattenere i contenuti principali.

Particolare attenzione è rivolta agli alunni con difficoltà di apprendimento

La chiarezza e la linearità del testo, l’uso di caratteri speciali nelle parti riassuntive, la pulizia grafica, la presenza mirata delle immagini rendono più facile l’accesso allo studio per alunni con particolari difficoltà di apprendimento. Inoltre sul sito si trovano ampie sintesi vocali insieme con esercizi, mappe concettuali e schede mirate a una didattica sempre più inclusiva. Siamo però convinti che l’aiuto migliore in questi casi, pur riconoscendo il valore di tali strumenti più o meno sofisticati, viene proprio dall’impostazione narrativa del testo. Se il docente segue questa impostazione, se cioè, seguendo il testo, “racconta” la storia, introduce i propri alunni, anche quelli più problematici, ad una conoscenza certamente adeguata dei contenuti.

Perché gli approfondimenti sono in fondo ai capitoli?

A differenza di molti manuali che inseriscono box di approfondimento all’interno del testo-base abbiamo deciso di collocare tutti gli approfondimenti al termine di ogni capitolo. Questo evita di spezzettare la narrazione diretta contenuta nel testo ed inoltre offre al docente, al termine dello svolgimento di un capitolo, la possibilità di utilizzare i vari approfondimenti a seconda delle caratteristiche dalla classe e degli interessi emersi da parte degli alunni. Le schede integrative inoltre non sono, come spesso purtroppo accade, semplici cenni, ma veri e reali approfondimenti, ampi, completi e rigorosi, alcuni anche di una certa difficoltà. Sarà compito del docente proporli alla classe o ai singoli alunni in base alle sue valutazioni.

Sul sito di “Narrare la storia” sono inoltre disponibili altre schede integrative che vengono continuamente aggiornate ed arricchite anche su suggerimento dei docenti che hanno in adozione il testo.

Lo studente di scuola media non è un piccolo storico: ecco perché non abbiamo messo in primo piano l’uso dei documenti e il lavoro sulle fonti

Riteniamo che l’insegnamento della storia nella secondaria di primo grado non debba avere come obiettivo quello di formare dei piccoli storici che sappiano lavorare sui documenti o sulle fonti come dei ricercatori in erba. A questo livello di istruzione, la storia non può essere un laboratorio. Al contrario il suo insegnamento deve appassionare, generando negli allievi la curiosità e la volontà di approfondire personalmente l’interesse per essa sia in ordine alla propria crescita umana che, eventualmente, per proseguire gli studi in questo campo nel successivo percorso scolastico. Per questo non abbiamo dato al nostro testo un’impostazione laboratoriale, non abbiamo ritenuto di impostare le varie sezioni partendo dall’analisi di documenti e fonti né infarcendole di esercizi guidati di analisi e interpretazioni. La nostra preoccupazione metodologica è stata quella di narrare i fatti, tenendo naturalmente presente l’ovvia necessità di fondare la narrazione sul riferimento alle fonti.

Esercitazioni sulle fonti, anche iconografiche e non solo testuali, sono ben presenti nel testo nella parte dedicata agli approfondimenti nonché sul sito così che il docente, a mo’ di esempio, possa mostrare agli alunni come procede il lavoro dello storico.

Perché poche immagini ma grandi e significative sono meglio di molte immagini piccole e confuse

Contrariamente a molti manuali che abbondano di apparati iconografici, ma con immagini che hanno una funzione puramente decorativa o riempitiva, spesso piccole, confuse e con didascalie complesse e illeggibili, che vengono regolarmente ignorate dagli alunni, abbiamo deciso di utilizzare poche significative immagini di grandi dimensioni, scelte con molta cura, e con didascalie chiare. In tal modo esse possono venire realmente utilizzate dal docente per integrare il racconto storico. L’alunno è molto colpito da questo tipo di immagini che possano essere lette ed esaminate nei dettagli, così che ciò che viene scoperto in questa “lettura” iconografica si affianca a quanto viene studiato nel testo.

Altra scelta strategica importante è stata quella di non posizionare mai le immagini all’interno di un paragrafo ma sempre in testa o in coda ad esso per non frammentarne la narrazione.

Stiamo studiano la possibilità di inserire sul sito di “Narrare la storia” dei veri e propri percorsi iconografici integrativi di approfondimento.

Abbiamo scelto cartine semplici ma chiaramente leggibili

Le carte geografiche inserite nel testo hanno la peculiarità di essere molto semplici, con pochi nomi di località scritti al loro interno e con colori e legende chiare. Ciò consente una lettura agevole da parte dell’alunno, a differenza di quelle cartine infarcite di nomi che si accavallano e che creano una grande confusione. Le cartine inoltre sono posizionate sempre allo stesso punto delle varie pagine (nella pagina di destra in alto)  ed hanno sempre le stesse dimensioni, così che l’allievo, scorrendo in successione i vari capitoli possa osservare lo sviluppo di un territorio diacronicamente nel tempo.

È in preparazione un ampio arricchimento del repertorio di cartine sul sito.

Un testo che appassiona alla storia e che aiuta a ragionare

Le preoccupazioni principali che sottendono al progetto di “Narrare la storia” sono due. Da un lato abbiamo perseguito l’obiettivo di appassionare i ragazzi allo studio di questa disciplina affascinante e fondamentale per la loro crescita umana e culturale e per l’acquisizione di una chiara e profonda consapevolezza di sé. Dall’altro abbiamo voluto che tale strumento non mortificasse la loro ragione ma al contrario la potenziasse sul piano metodologico, tenendo anche conto che la storia è rimasta, tra le discipline insegnate nell’attuale ordinamento scolastico, una delle poche che permettono all’alunno di affinare capacità e competenze di lettura analitica e di studio critico personale.

Un testo che richiede un serio lavoro in classe ma che è godibile e fruibile dall’alunno anche attraverso la lettura personale

“Narrare la storia” è un testo che parte non da astratte teorie storiografiche più o meno alla moda ma dalle esperienze di insegnamento “sul campo” dei suoi autori. È un manuale nato in classe e che ha il suo ambito di utilizzo privilegiato nella classe. È un libro per docenti che amano raccontare le vicende storiche ai loro alunni, evidenziando in esse l’agire dell’uomo con la sua abilità, la sua grandezza, i suoi limiti. È per docenti per i quali spiegare storia è una grande e appassionante avventura di incontro con l’uomo e, attraverso questo, di incontro con i loro allievi. Non per docenti che ritengono l’insegnamento una attività asettica, basata su presunte metodologie oggettive che in realtà non esistono. Per questo va usato soprattutto in classe, va narrato, spiegato, letto, interrogato, osservato, approfondito, discusso. È però anche un manuale che può essere usato dall’alunno per una ripresa e per una lettura personale al di fuori delle urgenze scolastiche: è un grande racconto, appassionante ed avvincente, proprio come è l’avventura dell’uomo sulla terra.

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