Alla ricerca degli essenziali

Per destare l’interesse degli studenti e introdurli a un lavoro personale di ricerca e studio occorre una significativa consapevolezza da parte dei docenti della loro proposta formativa e culturale. Consapevolezza che cresce nel dialogo e nel confronto sistematico tra docenti: “Per educare ci vuole un villaggio”, dice un proverbio africano.

La delineazione di un curriculum verticale nella scuola del primo ciclo, attualmente alla ricerca di contenuti essenziali e di metodi di insegnamento efficaci per rispondere alle nuove sfide educative e didattiche, può essere un utile strumento per incrementare la professionalità del docente e il valore della proposta formativa della scuola, se non si riduce a mero adempimento formale.

Il libro offre alcuni suggerimenti, innanzitutto a presidi e docenti di italiano e matematica, ma in modo paradigmatico a tutti i docenti della scuola primaria e secondaria di I grado, per avviare o continuare un lavoro di riflessione sulla didattica e di progettazione del curriculum di istituto, attingendo esempi e possibili percorsi dall’esperienza scolastica delle autrici, condivisa con molti docenti da circa vent’anni.


I DISEREDATI ovvero l’urgenza di trasmettere di François-Xavier Bellamy

12 marzo 2011: un ragazzo a Parigi uccide un coetaneo, Samy, perché ha attraversato la linea immaginaria tra due quartieri. Violenza pura, gratuita, assurda. Un gesto selvaggio a due passi dal liceo in cui ha appena iniziato a insegnare un giovane professore, François-Xavier  Bellamy. Quel fatto lo porta a riflettere su una rottura inedita accaduta nella società occidentale: una generazione ha rifiutato di trasmettere la propria eredità culturale, ha diseredato i giovani. Dove fallisce l’educazione è inevitabile che sorga di nuovo la barbarie, che trionfi il nichilismo.
In un simile contesto, si chiede l’autore, per quale motivo entriamo ancora in classe, insegniamo, parliamo a questi allievi? Siamo condannati a insegnare, a educare, senza sapere bene perché e senza nemmeno ardire di porci questa domanda? Su cosa rifondare la didattica e l’educazione?
Bellamy per primo non si sottrae a questi interrogativi, nella convinzione che «l’emergenza assoluta oggi consiste nel rifondare la trasmissione. Urge riconciliarsi con il significato stesso dell’educazione per far vivere in ognuno la cultura, per mezzo della quale l’uomo diventa umano, la libertà effettiva e un futuro comune possibile».

Oltre 30.000 copie vendute in Francia. Un volume che riapre il dibattito sull’educazione e sulla scuola.

Edizione italiana a cura di Emanuele Maffi e Raffaela Paggi

 


Far crescere la persona

l mondo cambia molto in fretta e il sistema scolastico si ritrova nella necessità, affascinante e insidiosa,di adeguarsi. Ma come? Secondo quali criteri? Con quali premesse di fondo? Il volume affronta queste domande partendo da una tematiche: la tendenza sempre più spiccata a trasformare i sistemi scolastici in pratiche meccaniche e formali, oltre a non permettere di svolgere compiutamente la funzione educativa, si sta rivelando inadeguata anche al mondo del lavoro.

Recenti studi hanno messo in luce come i fattori di maggior impatto, sia sulle performance scolastiche che su quelle lavorative, consistano nei tratti della personalità quali: apertura all’esperienza, coscienziosità, amicalità, estroversione, stabilità emotiva.

Il primo cambiamento che si rende necessario è quello della prassi pedagogica.
Al riguardo il volume documenta che non siamo al punto zero: esistono nel nostro Paese piccole ma significative esperienze
in merito. Il secondo riguarda l’assetto del sistema scolastico che non può ritardare ulteriormente il suo percorso verso l’autonomia e il coinvolgimento dei soggetti sociali nella gestione e nella formulazione della proposta educativa.

 


La matematica e la realtà

Insegnare non è applicare tecniche di persuasione, ma coinvolgersi con i giovani in un lavoro che porti ciascuno a confrontarsi personalmente con ciò che vuole apprendere e conoscere.


Conoscenza e compimento di sé

L’opera, prima di una serie, propone i risultati di studi ed esperienze didattiche sviluppate entro Accademia, progetto di alta formazione interdisciplinare per docenti liceali, promossa da Fondazione per la Sussidiarietà in collaborazione con Associazione Il Rischio Educativo.
L’ideale a cui si ispira Accademia, è quello di “una scuola dove sia anzitutto interpellata l’autocoscienza dei giovani, proprio a partire dalla loro ragione, in quanto irriducibile energia di immedesimazione con la realtà e altrettanto tenace esigenza di nessi e di significato.
Accademia vuole dunque suggerire un particolare ‘esercizio’ dell’interdisciplinarità
e lo fa anche sottolineando, soprattutto attraverso il metodo adottato, la natura comunitaria dell’insegnare (e dell’apprendere).
La sfida culturale ed educativa messa in atto comporta per ogni docente un lavoro di riflessione e di studio personali, ma anche di confronto, di dialogo e di condivisione: lo scopo è quello di riappropriarsi, personalmente e insieme, della propria disciplina facendone scaturire quel suo specifico potenziale educativo, quel suo contributo all’apertura della ragione alla realtà, tutta, che dà dignità all’insegnamento e attiva l’interesse critico degli studenti in classe.
La condivisione di questo lavoro con i colleghi evita l’assolutizzazione della propria disciplina e un fastidioso clima di concorrenza che rischia di contrapporre materie e docenti.”
(dalla Prefazione dei curatori)


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